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Promemoria: sotto i mille euro i pagamenti in contanti
Si è ancora abbassata, arrivando a 1.000 euro, la soglia relativa all’utilizzo del denaro contante nelle transazioni commerciali e finanziarie tra soggetti diversi, anche privati.
Dunque il trasferimento di denaro contante o forme non tracciabili equivalenti non può superare la somma di 999,99 euro a nessun titolo.
Sono coinvolti, quindi, tutti i cittadini e, per quanto attiene al lavoro, anche il pagamento degli stipendi di ogni categoria di lavoratori. Il datore di lavoro dovrà fare molta attenzione al pagamento della retribuzione in presenza di un netto a foglio paga pari o superiore a 1.000 euro: niente più contanti di cassa, niente più "busta paga” fisica, che un tempo conteneva effettivamente banconote e monetine.
Nei tempi del telematico, il cedolino paga transita in rete e si fa accompagnare dal bonifico (spesso on line anch’esso), quando non viene saldato con assegno.
Attenzione agli acconti !
Non sarà possibile pagare in contanti neppure gli acconti di stipendio, anche di importo inferiore al limite di 1000 euro: il trasferimento in contanti è infatti vietato anche quando è effettuato con più pagamenti inferiori alla soglia, che appaiano artificiosamente frazionati; perciò, se uno stipendio netto fosse pari ad esempio ad € 1.150, non sarà possibile pagarlo in contanti attraverso due acconti da 550 euro, nemmeno tramite 550 euro in contanti e 550 euro in assegno non trasferibile.
Il provvedimento riguarda anche le famiglie e lavoratori domestici: considerato l’esiguo limite ai trasferimenti in contanti, coinvolgerà anche i privati cittadini che hanno alle proprie dipendenze collaboratori domestici occupati per molte ore settimanali o badanti fissi e conviventi. In particolare preoccupa il fatto che potrà coinvolgere molte persone anziane, che potrebbero incontrare difficoltà nell’adempimento ai nuovi obblighi.







