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Economia
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| Crisi economica: come sarà il 2010? |
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Gli italiani vedono la luce alla fine del tunnel; ma ci sarà ancora da aspettare. Secondo un recente sondaggio Confesercenti-Swg per 15 mln italiani si dovranno aspettare ancora almeno 6, 12 mesi prima che la crisi economica rientri. Insomma, sarà ancora un anno di passione e di rinunce per i consumatori e per i commercianti. Il sondaggio è stato rivolto ad oltre 15 milioni della popolazione adulta. Pari al 31% per cento della popolazione adulta. E se il 7% ritiene che per uscire dalla crisi si dovrà “soffrire” ancora per sei mesi, il 24% è un po’ più prudente e “vede” materializzarsi la ripresa nella seconda metà dell’anno appena iniziato. Però, ci sono anche oltre 18 milioni di persone, vale a dire il 36%, che spostano la ripresa oltre il 2010. Infatti un italiano su cinque teme che bisognerà aspettare il 2011, mentre i più pessimisti (11%) rinvia la ripresa addirittura nel 2012.
Di certo la ripresa sarà lenta, progressiva e certamente, non indolore. Proprio per questo motivo la Confesercenti ritiene fondamentale l’attuazione da parte del Governo delle riforme strutturali necessarie per aiutare la crescita dell’economia del Paese; così come è fondamentale il ripristino della piena funzionalità del sistema creditizio. Chiediamo che il Governo venga incontro alle piccole e medie imprese intervenendo maggiormente sugli ammortizzatori sociali: dall'assegno di disoccupazione a quello di cassa integrazione. E pare proprio che le nostre richieste siano in linea con le priorità da attuare per affrontare le difficoltà economiche espresse dal campione intervistato. Al primo posto (33% di risposte) c’è la richiesta di un sostegno da dare alle piccole imprese, anche per evitare il rischio di chiusure e perdite di posti di lavoro. Seguono gli aspetti fiscali: sono molti gli intervistati che sottolineano l’esigenza di diminuire la pressione del fisco specie per i ceti meno abbienti. Ma c’è anche un 10% che punterebbe su misure in grado dare più servizi alle famiglie. Importante, per un altro 10%, viene considerata infine una azione a favore dell’Università, dell’innovazione e della ricerca. Sottolineata infine la positività di decisioni in grado di ridurre gli interessi su prestiti e mutui (9%) e per accelerare gli investimenti in infrastrutture (6%).
Per quanto riguardano le condizioni economiche generali, dal sondaggio emerge il maggiore ottimismo espresso dalla percentuale di persone intervistate. Dall’indagine svolta sale di otto punti – dal 14% del 2009 al 22% per il 2010 – il numero di coloro che intravedono un miglioramento in generale dell’economia; mentre scende di ben 14 punti la schiera di quelli che invece ritengono più verosimile un peggioramento. Rilevante anche la quota di intervistati (il 44%) che ritengono la situazione economica del 2010 sostanzialmente stazionaria. Italiani più cauti invece quando si tratta di parlare della loro condizione: in questo caso il miglioramento previsto scende leggermente dal 15% del 2009 al 13% per quest’anno, anche se cala in modo più evidente la percentuale di chi paventa un peggioramento (dal 32% al 20%).
Maurizio Franceschi
Direttore della Confesercenti
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| LA RIVISTA |
 CONFESERCENTI NOTIZIE n. 04/2010 |
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