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| Orsoni e il suo programma politico |
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Giovanni Orsoni dice sì al quadrante di Tessera, ma con qualche riserva. Poi c’è la questione del Pat: “E’ stata una buona scelta non averlo adottato”. Sì ad un commercio moderno con nuove forme di apertura non convenzionale, ma controllando le domeniche festive. Attuare scelte consapevoli e programmate per valorizzare e trasformare Piazzale Roma e Rialto. Gestire il turismo non attraverso il numero chiuso, né con i ticket d’ingresso, ma con strutture moderne e un servizio informatico efficiente. Elevare la qualità dell’offerta culturale, aumentare gli eventi anche a Mestre. Molti i punti in comune tra il candidato sindaco al Comune di Venezia e le dieci richieste presentate dalla Confesercenti di Venezia. L’incontro ospitato al Candiani è stato il primo appuntamento organizzato per far conoscere ai commercianti il programma dei candidati. In linea con le aspettative de gruppo Donne Imprenditrici mestrine anche la composizione della futura giunta. Orsoni non ha voluto sbilanciarsi su chi formerà la “sua squadra”, ma ha dato qualche anticipazione: “Sarà composta per il 50% da donne”. Orsoni ha toccato i temi cari alla Confsercenti: dalla mobilità (“il tram è quasi una realtà; il compito della futura amministrazione è di mettere in rete la città estendendo il circuito tramviario anche verso l’aeroporto di Tessera, verso l’ospedale dell’Angelo”) alla viabilità (“si devono creare corsie preferenziali per il tram: uno strumento che farà fare un salto di qualità a Mestre; in questo modo la città diventa metropoli”); dalla sicurezza (non ci sono forti tensioni né a Mestre né a Venezia; in ogni caso avvieremo una politica d’integrazione diretta agli immigrati”) allo sviluppo del Quadrante di Tessera. Quest’ultimo è una questione che sta particolarmente a cuore a Confesercenti, la quale ritiene imperativo governare a monte il fenomeno, al fine di impedire ai superluoghi di diventare poli alternativi alla città. “Realizzare contromisure – si legge nel documento presentato ai candidati sindaco - per ridurre il conflitto causato con la città vicina, tutelando il paesaggio e l’ambiente e progettare sinergie utili ad evitarne la periferizzazione”. Orsoni non ha espresso la sua contrarietà al progetto, che peraltro considera come un’importantissima occasione per tutto il Nordest, ma sulle infrastrutture che faranno da “contorno” . “E’ fondamentale – ha spiegato - che lo sviluppo della zona riguardi anche la costruzione di un nuovo stadio, di nuove strutture sportive, di un nuovo Casinò”. Le perplessità, invece, riguardano perlopiù l’espansione e la grandezza del centro commerciale. “In città c’è un eccesso di centri commerciali che hanno generato un depauperamento del centro storico di Mestre”. Su un punto Confesercenti e politica futura del candidato sindaco coinvolgono all’unisono: “In futuro è fondamentale rivitalizzare i centri storici. Il mio obiettivo sarà quello di far diventare le piazze e le via di Mestre un grande centro commerciale a cielo aperto”. Come? “Attraverso eventi, manifestazioni di qualità che attraggano pubblico anche non solo mestrino”. Secondo Orsoni, Mestre necessita di tempo per poter affrontare al meglio i forti cambiamenti che sta vivendo. Per Maurizio Franceschi, Direttore della Confesercenti, è vero che queste profonde trasformazioni hanno messo a dura prova i negozi del centro (si pensi al tram); ma si deve anche considerare la difficile congiuntura economica del momento. Franceschi ha poi espresso soddisfazione per la volontà di Orsoni di limitare e controllare l’espansione di nuovi centri commerciali. “La media e grande distribuzione – ha detto – devono insediarsi all’interno della città, non all’esterno. Fondamentale per la valorizzazione del centro è l’organizzazione di eventi e manifestazioni di qualità capaci di attirare la gente in centro”. Secondo il portavoce della Confesercenti la futura amministrazione comunale dovrà seguire una progettazione a lungo termine chiara, ampia e definita. “Fino ad oggi le trasformazioni sono iniziate, ma non sappiamo ancora come proseguiranno. Rialto deve diventare una grande area commerciale, ma non sappiamo ancora come questo avverrà. Non è ancora chiaro in che modo il tram arriverà a Venezia. In passato c’è stata la possibilità di cambiare, ma in realtà non abbiamo assistito ad una trasformazione vera e propria. Chiediamo al futuro sindaco di avere il coraggio di trasformare veramente Mestre e valorizzare Venezia. Non c’è più tempo da perdere”.
Micaela Scapin
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| LA RIVISTA |
 CONFESERCENTI NOTIZIE n. 04/2010 |
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